4 SENSI Beershop a MILANO

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Oggi Beerando passeggia per le vie di Milano.
Siamo in via Canonica 9, a pochi passi dall’Arena, è aperto ormai da 4 anni,
Al “4 SENSI Vino…ma non solo”,  infatti oltre al vino si trova un ottima scelta di salse, biscotti, confetture, miele, pasta cioccolata e cioccolatini, passiti, liquori, tutti di qualità e difficilmente trovabili nella grande distribuzione, prodotti selezionati con cura da Manuel, il proprietario che probabilmente grazie alla sua passione oltre che per il vino,  per la birra è molto sensibile nel proporre ai suoi clienti lecornie, primizie di ottima qualità e ad un buon rapporto qualità – prezzo.
Il negozio non è molto grande ma colmo di prodotti ed accessori, che una persona appena entra rimane spiazzata e non sa da dove cominciare a guardare. La mia attenzione va subito sulla parte destra del negozio, dove troviamo una ottima scelta di birre Artigianali italiane ed estere, dalle classiche birre trappiste, ad una buona selezione di  tedesche, inglesi, americane, e non possono mancare le produzioni belga come i Lambic, Geuze e molti altri stili.

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La particolarità  di questo negozio,  a mio parere, è la selezione dei prodotti che ha fatto il proprietario, forse anche dovuta in parte ad esigenze di spazio,   offre  il meglio delle produzioni di molti birrifici conosciuti e sconosciuti, cercando di proporre birre di una certa ricercatezza a discapito magari di  birre più blasonate o  di tendenza in questo momento,  qualcuno può criticare la sua scelta, dicendo che i gusti sono soggettivi, ma penso che le scelte di Manuel e le descrizioni, che su mia richiesta,  ha dato per alcune birre sono state poi concordi con le mie opinioni a riguardo.

Oltre alla competenza de proprietario sui prodotti in vendita, qui si possono trovare birre speciali o produzioni limitate di birrifici come Mikkeller, Hibu, Baladin, Brewdog, birre senza glutine, bicchieri e gadget sempre riguardanti il mondo birra, con  una persona competente che saprà indirizzarvi su ogni specifico prodotto.

Se proprio non riuscite a passare in negozio,

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potete navigare nella miriade di prodotti che propone lo Shop online,  www.4sensi.it  dove troverete anche  offerte, alcune modalità per ottenere sconti, sia in negozio che online (ad esempio, per tutto il periodo di EXPO 2015, presentando in negozio un biglietto ingresso Expo, si avrà diritto ad uno sconto del 5% su tutti i prodotti).
Inoltre potete contattare Manuel per preventivi,  se tutto ciò che trovate sia in negozio che online non bastasse ed avete in mente un prodotto, una birra, vino, olio…? e non riuscite a trovarlo chiedete ai  4 SENSI di ricercarlo, se possibile, lo farà arrivare in negozio per voi!
Insomma, Beerando è sicuro che se amate il buon bere ed i piaceri della tavola, in questo piccolo negozio sarete egregiamente consigliati e troverete sicuramente qualcosa di vostro gusto.
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#MilanoBeerWeek 2015 dal 21 al 27 settembre

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Parte la 2a edizione di Milano Beer week,  grazie al successo ottenuto lo scorso anno, porta le adesioni di locali che parteciperanno al evento, dai 18 del 2014 a ben 30 locations di quest’anno, la manifestazione andrà in scena dal 21 al 27 settembre, celebrando la birra di qualità e la crescente offerta di nuovi locali birrari nella città, che riporta a tutti gli effetti il capoluogo meneghino ai fasti di un tempo, quando era conosciuta come “Milano da bere”. L’evento, grazie all’ideatore, Maurizio Maestrelli, porta l’idea già in voga da anni negli Stati Uniti e recentemente anche nelle piú rinomate capitali Europee, di creare un festival della birra non in un luogo specifico ma diffuso per le vie della città, dove per un intera settimana accomunerà vari locali di Milano nella passione per la birra di qualità ed autore, organizzando vari eventi come presentazioni di nuove birre, degustazioni divise per stile, presentazioni di nuovi prodotti, incontri con  Mastri birrai italiani, visite guidate a birrifici, menu in abbinamento, serate a tema ed approfondimenti con esperti, quì sotto potrete trovare la lista dei locali partecipanti con il link alla pagina ufficiale della #MilanoBeerWeek, dove ci sarà scritto per ogni locale oltre ad una piccola presentazione, indirizzi,numeri utili e anche il calendario degli eventi in programma per ognuno di essi.
Inoltre, voglio segnalarvi alcuni eventi già in programma che ho visto spulciando il calendario ed a mio parere molto interessanti come questi:

– Visita guidata all’impianto di produzione del BIRRIFICIO la RIBALTA, (tutti i giorni, ogni ora dalle 18 alle 22 su prenotazione)
– “la notte Bianca” VENERDÌ 25, sempre al Birrificio la RIBALTA, una serata all’insegna delle birre Blanche, dove oltre a Riccardo Berenato (Mastro birraio di casa), saranno presenti con le loro rispettive blanche i Birrai dei rinomati Birrifici Amiata, Rurale e Civale.

– “AGOSTINO IN BARRIQUE” MERCOLEDÌ 23 al La BELLE ALLIANCE
Agostino Arioli, patron di BIRRIFICIO ITALIANO porterà a Milano il suo nuovo progetto, appunto “in Barrique” e per chi conosce la qualità dei suoi prodotti e sicuramente un appuntamento a cui non mancare.

– “Bere non ha mai fatto così bene” MARTEDÌ 22 al TUTTI FRITTI, Gianriccardo neo Presidente di MoBi presenterà la birra Watoto (un ottima Smokedbeer) dall’ispirazione Africana, creata dai vincitori del campionato italiano 2014 di Homebrewers (Matteo Mandirola & Italo Manca), che grazie alla collaborazione con Baladin, per la ralizzazione in larga scala di questa ottima birra devolveranno parte dei ricavati dalla vendite al sostentamento dei bambini del villaggio di Kidoti in Tanzania, in oltre la birra sarà accompagnata da un speciale fritto speziato dai sapori africani

-“Verticale Alaskan Smoked Porter” LUNEDÌ 21 ore 20:00, degustazione della pluripremiata Smoked porter di 3 annate (2008-12-13), abbinata a 3 portate, per assaporare al meglio le grandi qualità di questa birra ed l’evoluzione grazie al suo invecchiamento.

– “Bike&Beer” MARTEDÌ 22 al MULLIGAN’S IRISH PUB per tutti gli sportivi che si presenteranno in bici ed ordinano una pinta, parteciperanno all’estrazione di un premio! (Una bellissina bici a scatto fisso marchiata MilanoBeerWeek). Inoltre per tutta la settimana sarà presente nel locale alla spina, una grande Real ale di White dog (creata sulle colline di Modenesi da Steve mastro birraio Britannico trapiantato da anni nel nostro paese).
– per chi vuole invece approfondire le conoscenze sui malti, sempre al MULLIGAN’S ma MERCOLEDÌ 23 ci sarà “Sempre di MALTO” (degustazione di Whisky Giapponesi), degustazione guidata da uno dei maggiori esperti italiani di birre e di whisky, il simpaticissimo Alessandro Coggi.

Insomma, una settimana di grandi eventi ed opportunità per chi vuole approfondire la propria conoscenza sul mondo della birra di qualità, per conoscere i prodotti e le storie di questi nuovi microbirrifici emergenti, o anche solo per provare,  scoprire nuovi locali o l’occasione per uscire in compagnia, vi rimando al calendario degli eventi di MBW che trovate sul sito www.milanobeerweek.it, sicuramente troverete qualcosa che fa al caso vostro, oppure potete cliccare sulla lista locali partecipanti qui sotto, che vi indirizzerà direttamente alla pagina informativa specifica dei locale in questione.
Un saluto, ci vediamo al #MBW, alla prossima.

LOCALI #MilanoBeerWeek2015

BRASSERIE BRUXELLES
IMPRONTA BIRRAIA TUCIDIDE
AU VIEUX STRASBOURG

IMPRONTA BIRRAIA SCIESA
LAMBICZOON
LA BELLE ALLIANCE

BALADIN MILANO
LAMBRATE ADELCHI
LAMBRATE GOLGI

LA RATERA
MULLIGANS IRISH PUB
SLOAN SQUARE

PAZZERIA
BIRRIFICIO LA RIBALTA
CAROLINA’S

WOODSTOCK
HOP
BEER BACCO

RISTORANTE LA POBBIA
CHEERS PUB
HILTON MILANO

ISOLA DELLA BIRRA
THE BREW
BQ DE NÒTT

BQ LOSANNA
THE GHOST PUB
SCOTT DUFF

SCOTT JOPLIN
TUTTI FRITTI
HOPS BEER SHOP

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Birreria FOB di Rimini

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Lontano dalla bolgia e dagli specchietti per allodole creati per i turisti nelle vie attigue al lungomare, in pieno centro storico di Rimini c’è un locale per chi ama la birra di qualità, che sopperisce alla mancanza di posti in città ove poter bere birra artigianale (soprattutto alla spina),  lacuna che ho riscontrato anche nei locali storici della città, il suo nome è FOB Birreria Indipendente, (acronimo di Foam on Beer).
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Aperto dal dicembre 2013, con ben 34 spine Artigianali, (30 spine + 4 spillature a pompa), nato dalla collaborazione tra Gran Cru, distributore al dettaglio ed ingrosso di birra artigianale e il Barbeer di Forlì, locale di riferimento del movimento birraio forlivense è  nata questa birreria che offre oltre alle spine di birra sia italiana che estera di qualità, anche un ampia cantina di birra in bottiglia che può soddisfare i differenti palati degli avventori (a meno che uno non voglia servita un Heineken o Moretti).
A parte l’esterno un po’ anonimo in una via di poco passaggio, nascosta e con poco parcheggio,
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quando si entra viene subito all’occhio il muro di beccucci delle spine tutte numerate che danno un senso di maestosità e nello stesso tempo d’ordine al bancone, di mescita,  molto carino anche l’arredamento, dalle luci calde e soffuse che avvolgono i numerosi tavoli di legno circondati da un arredamento che ricrea uno stile cantiere/magazzino, con finte impalcature e finte travi di ferro rivettate, c’è molto spazio diviso in più stanze, così si migliora l’intimità dei tavoli, agevolando la possibilità di comunicazione tra gli interlocutori.
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Parlando del servizio, le birre son tutte di qualità sia di birrifici rinomati  come  Brewdog, Birrificio del Ducato, Rurale… ma anche di birrifici meno conosciuti sia italiani che stranieri, questo anche grazie al fatto che essendo il Fob una birreria indipendente non è legata a dei marchi in modo da poter cambiare, sovente, a loro piacimento ma sopratutto a secondo della domanda le birre che hanno in lista.
Le  birre vengono servite  nelle giuste codizioni e da quello che ho potuto riscontrare sia in bicchieri adeguati e non eccessivamente fredde (in modo da poter apprezzare meglio le loro qualità), la cucina è  molto minimale proprio in stile birreria, piatti giusto per spiluccare, tutt’al piú i piatti piú elaborati che ho visto uscire, erano degli Hamburgher o fish’n’chips, taglieri o selezioni di formaggi, che mettono più sul target di locale da aperitivo o post cena, precludendo una fetta di clientela che magari con una offerta di cucina più variegata e completa sarebbe attratta anche da un pasto completo con la possibilità di abbinare piatti alle diverse birre.
Molto bella l’idea di mettere in menù un cestello da degustazione,
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che da possibilità così di assaggiare con una modica cifra e senza uscire sui gomiti, ben 10 birre a scelta servite in  bicchieri da 10/12 cl., un ottima idea sarebbe una spina dedicata a una birra Gluten free che in aggiunta alle 4/5 birre in bottiglia che si trovano sulla carta darebbero una buona possibilità anche a chi è intollerante al glutine di poter bere assieme agli amici, questo lo dico perché la prima volta che son entrato servivano un ottima Pale Ale Scozzese gluten free ma quando è finita non l’hanno rimpiazzata ) non ho chiesto se avessero dei piatti per intolleranti,  ma non è  detto che chi serve birre gluten free abbia anche il cibo (questo anche dovuto ai rischi di contaminazione che si creano in una cucina se non si conosce bene il problema).
Insomma, un bel locale che sarà sicuramente punto di riferimento per chi passa dalla riviera, che offre a chi vuole conoscere la birra artigianale o vuole bere a Rimini birra di qualità, servita e mantenuta nel corretto modo, che inoltre per chi è di zona, organizza in collaborazione con Fermento Birra, anche dei corsi di degustazione per approfondire o accrescere la conoscenza sulle qualitá della birra, unico neo,  se proprio devo trovarlo è che per chi non è  di zona non è conosciuto e non semplice arrivarci, di fatti nelle occasioni in cui sono stato  non ho trovato mai molta gente (anche perché ad Agosto la maggior parte di pubblico è nei locali del lungomare), son convinto che creando un Fob corner vicino alle spiagge, dove c’è sempre più richieste di birre artigianali e pubblicizzando il locale, si potrebbe giovare all’affluenza estiva, che ho trovato scarsa ed irrisoria rispetto alla quantità di gente che soggiorna in questo periodo a Rimini.
Un saluto da Beerando,  Buone Vacanze.
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Birra Watoto! Più che una Birra!

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Questa birra prodotta da Baladin é un idea di due Homebrewers  (Matteo Mandirola & Italo Manca), che si sono classificati al primo posto nel 2014 al Campionato Italiano HB organizzato da MOBI, grazie a questa vittoria hanno avuto la possibilità di vedere una loro creazione birraia messa in opera nel impianto di Baladin a Piozzo (CN).

La birra che hanno pensato di portare al grande pubblico è una birra che richiama l’Africa, legata  ad un progetto dove Italo collabora da anni per avviare alla prima istruzione i bambini di Zanzibar, e che parte dei ricavati appunto andranno a favore dell’associazione di cui fa parte,  “Zanzibar nel pallone e non solo”.
Qui trovate tutte le info. al riguardo.
http://www.zanzibarnelpallone.com/

Questa birra si chiama appunto “Watoto”, che significa “bambini” in lingua Swaili ed è una birra di stile Smoked Beer dal color Ebano, di certo non una birra estiva, ma che ricorda per il suo colore, le note di malto tostato, l’affumicato e legno la grande bellezza dei luoghi al quale si ispira!

Quando si assaggia rimane subito impressa la sontuositá e la morbidezza di questa birra, che pian piano lasciano spazio all’affumicato che pervade il palato, lasciando un discreto ma delicato tocco di amaro in bocca,  anche se fa ben 7°%, ai primi sorsi tiene ben nascosti gli alcoli rendendola così all’apparenza meno impegnativa alla bevuta.
Dunque una ricetta che ci fa capire che anche a casa si può produrre  una birra di grande qualità, e che grazie all’iniziativa Birraio x un giorno, tutti hanno la possibilità di provare, peccato che sia una produzione One Shot, perché per conto mio potrebbe tranquillamente avere un suo mercato continuo o anche solo stagionale, sopratutto se spinta dalle grandi capacità di Marketing del Patron di Baladin Teo Musso, sempre molto sensibile a queste nuove iniziative ed alla solidarietà.

Vi consiglio di affrettarvi a provarla perché è in edizione limitata!
e bevuta ieri sera alla spina posso garantirvi che il bicchiere si svuota in un attimo!

Alla prossima da Beerando.
Segue il video di YouTube  di Baladin
“Birraio x un giorno”⬇⬇

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TRE FONTANE birra Trappista Italiana

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Nel cuore di Roma ha ottenuto da poco la dicitura di birra Trappista e così la possibilità di metter il marchio (Authentic trappist Product)

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su di essa, l’Abbazia dei monaci Cistercensi Tre Fontane, antico luogo di culto che ha origini agli inizi del cristianesimo,  costruito in una valle di eucalipti dove si dice che nel  67 D. C., presso le Acque Salvie, l’apostolo Paolo venne martirizzato per decapitazione; la tradizione vuole che la testa di San Paolo, recisa, sia rimbalzata a terra tre volte, facendo scaturire, nei tre punti di contatto col terreno, altrettante fonti d’acqua, ecco così da dove viene il nome dell’Abbazia e del ononima birra Trappista.
Solo nell’anno 1140, questo antico luogo di culto venne  assegnato per gratitudine a Bernardo, alla Congregazione Benedettina Cistercense da papa Innocenzio II,  che allontanò gli ultimi monaci greci Cluniacensi, che più di un millennio prima si insediarono e costruirono  i primi edifici in onore di san Paolo.
La birra prodotta in questa Abbazia, come anche altri prodotti come liquori, miele, gelatina, viene fatta seguendo le antiche ricette che si tramandano i monaci,  che utilizzano l’eucalipto della zona come caratteristica aromatizzate delle loro produzioni, ma veniamo alla vera analisi degustativa di questa birra;
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Come da buona tradizione Cistercense Trappista, la birra è ad alta fermentazione, stile Tripel, si presenta di medio corpo con un color giallo dorato carico, leggermente velato che si discosta dallo stile per una tonalità più scura del consueto,  forse dovuta appunto dall’impiego delle foglie di eucalipto, la schiuma è abbondante medio fine, non molto persistente, il profumo che si sprigiona dal bicchiere è intenso, persistente, viene subito a naso il balsamico dell’eucalipto, un leggero fruttato,
all’assaggio subito si assapora il dolce dei malti, ben bilanciato dalla forte nota di erbe aromatiche che pervadono il palato, lasciando una senzazione di fresco e pulito in bocca, aiutato anche da una abbondante carbonatazione (forse anche troppa) che rende il finale della bevauta asciutto, accentuando molto l’effetto balsamico e l’amaro, terroso, (quasi  sapore di radici), che rimane a lungo in gola, tanto da coprire le caratteristiche sia del tipo di lievito, che della qualità di luppolo utilizzato; gli alcoli sono ben presenti anche se nei primi sorsi vengono mitigati dal forte impatto balsamico ma ritornano lasciando scaldare, respirare la bevanda nel bicchiere.
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Nel complesso un ottima birra, molto caratterizzata dalle erba aromatica che sicuramente la differenzia dalle altre Tripel che mi è capitato di assaggiare, da bere con parsimonia, perché il finale secco e pulito invoglia a continuare, ma a fine bicchiere gli 8,5% vol. poi si fanno sentire.
Sarebbe interessante visto che, sembra essere una birra che con le dovute precauzioni, in un luogo consono possa invecchiare qualche anno,  fare una degustazione verticale, per vedere l’evoluzione in bottiglia nel arco di 3/5 anni, onestamente ho trovato un po eccessiva la carbonatazione, lasciandola maturare in bottiglia  dovrebbe indebolirsi la CO2 e lasciar più spazio agli esteri del lievito, ben presente come sedimento a fine bottiglia.

Beerando vi saluta, vi rimanda al prossimo articolo, se vi è piaciuto o avete provato questa Birra, commentate, condividete le vostre opinioni! Alla prossima.

quì un video sull’Abbazia

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Le Birre pseudo Artigianali!

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I produttori di birra industriale, come Heineken e Carlsberg,  negli ultimi tempi, probabilmente stimolate dalla crescente simpatia degli italiani per birre artigianali nostrane e non, oltre anche alla enorme possibilità di aumento del consumo procapite, che dati alla mano, ci vede in Europa tra le utime Nazioni con solo 29 lt. annui consumati cad. uno (vedi mappa), cavalcando anche il fatto che le nuove realta artigianali stanno prendendo sempre più piede nella grande distribuzione, tanto da creare spazi maggiori e dedicati alla vendita di birra, le 2 società hanno messo sul mecato dei prodotti che scimmiottano le vere birre artigianali,  proponendo birre aromatizzate con prodotti tipici regionali (le regionali di Birra Moretti) o come Carlsberg che propone birre con nomi come la 7 Luppoli, 8, 9 ed adirittura è arrivata la 10 luppoli!  spacciando questi nuovi prodotti come di alta qualità e vendendole sugli stessi scaffali dei veri prodotti Artigianali, in modo che il consumatore poco attento le potrebbe scambiare per tali.
Ma vediamo nel dettaglio questi nuovi prodotti, tralasciando  le proposte di Birra Moretti che sono delle semplici birre aromatizzate, quindi non fanno riferimenti ad un preciso stile, invece Carlsberg con Poretti, già dalla 5 luppoli scrive in etichetta lo stile di appartenenza, addirittura sulle 9 e 10 luppoli si sbilancia, mettendo in evidenza il nome del luppolo che viene utilizzato o il metodo di produzione, ben preservandosi di scrivere la vera e propria lista degli ingredienti, (forse hanno da nascondere qualche ingrediente succedaneo dell’orzo?),

Tralasciando la 3 luppoli, che per chi se la ricorda è semplicemente la vecchia Splugen, (lager leggera in bocca più che amara direi secca) e la 4 Luppoli sempre lager un po più maltosa della precedente e la 5 e 6 luppoli, entrambe dichiarate di stile Bock ( a Einbeck, patria della Bock, a presentare come tale la 5 luppoli penso aizzerebbe una rivolta!, già più in linea con lo stile la 6),  dalla 7 luppoli in poi troviamo le grandi manovre di Marketing per spacciare queste birre come artigianali,  ma andiamo in ordine:
La 7 luppoli, (stagionale) prodotta in ben 4 versioni, appunto le 4 stagioni, a mio parere una birra piatta, torbida, (sul etichetta scrivono NON FILTRATA) un sapore maltoso un po biscottato, che probabilmente é dovuto dal utilizzo del malto Vienna,  che da alle birre  questa caratteristica, unica nota degna da rilevare è che nella versione estiva si sente in bocca un gusto agrumato (dovuto dal luppolo Cascade dichiarato in etichetta), ma tutti sapori e sopratutto i profumi, sono smorzati dalla pastorizzazione che viene fatta post produzione.

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La 8 luppoli birra che dichiarano stile Siason, ma anche questa piatta, unica nota che la porta ad una vera saison è  un lieve sentore di lievito Belga, che appunto dovrebbe caratterizzare tale birra.
Le 9 luppoli (rispettivamente una Witbier, una Ipa, ed una Porter), sono sicuramente i tre prodotti  migliori a mio parere dei precedenti, sopratutto se parliamo della wit che al gusto è aprezzabile, purtroppo anche lei è insistente di profumo (probabilmente la cosa è sempre dovuta alla pastorizzazione) idem per la ipa e la porter che sono scariche di gusto e pressoché inesistenti i profumi (la Ipa sa molto di liquerizia al retrogusto e per lo stile è molto strano).
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La 10 luppoli  (birra champagne €10 la bottiglia da 75cl.) creata in occasione di Expo 2015! cara come l’oro tagliata con mosto di vino, sempre un mio parere,  ma con un euro in più mi compro una bottiglia di Berlucchi o Ferrari e so cosa vado a bere…
Insomma aspettando la 11 la 12 la 13 luppoli, così ci ricorderà il  mitico totocalcio,
Carlsberg ci sta abituando pian piano a cambiare i nostri gusti, e porta la massa di cosumatori a provare ed a sperimentare nuovi sapori, se bene molto limitati dai procedimenti industriali, quindi per conto mio queste birre pseudo artigianali in parte fanno da trampolino ai veri prodotti artigianali, anche perché le due case anche se producono in quantità industriali e potrebbero abbattere i costi,  hanno invece messo a caro prezzo i loro nuovi prodotti. (una 33cl. della 9 luppoli al market va da 1,69 a 2,00€),  non dico che sono prodotti imbevibili,  rispetto alle precedenti sono anche aprezzabili ma se avete comprato una 8, 9, luppoli e vi e piaciuta, vi invito a provare lo stesso stile di birra ma fatto da un birrificio Artigianale, e poi mi direte cosa ne pensate!!!

Aspetto i vostri commenti,  un saluto alla prossima.

MrJoust for Beerando

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“La Birra in Casa ” Quando il birraio è il tuo Maestro

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Cover

Beerando oggi vi propone questo libro, “la Birra in casa” disponible sia cartaceo su Amazon 📚 , che in formato E-book📥. Terzo libro su l’Homebrewing di Antonio Di Gilio (alias Doc), Homebrewer molto attivo anche online con siti e blog dedicati all’argomento,  coofondatore e Presidente dell’ Associazione Culturale La Brasseria Veneta.

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Un libro didattico romanzato, che parla di come Doc dai primi anni duemila,  appassionato neofita, cerca di migliorare la sua produzione birraia  chiedendo consigli, dapprima solo via chat e network, successivamente grazie alla creazione della “Brasseria Veneta”, anche conoscendo di persona e coinvolgendo in questa nuova realtá personaggi come: Alessio Gatti (Toccalmatto), Leonardo Di Vincenzo (Del Borgo),
Jurij Ferri (Almond’22), Gino Perissuti (Foglie D’erba),  e molti altri, cercando da ognuna di queste persone, di prender spunto, di confrontarsi, cercando di carpire da loro, segreti e piccoli accorgimenti per poi facilitare la buona uscita di una produzione casalinga, ed analizzare con gli stessi le nuove realtà, stili e nuove idee, dovute anche dall’avvento di luppoli d’oltreoceano che negli ultimi anni hanno portato nuova linfa e varietà di aromi nel mondo brassicolo italiano e non solo.

Insomma, un libro didattico, perché pieno di consigli tecnici da adoperare sul campo,  che svariano dalle ricette proprie, ricette donate da questi famosi birrai di birre che da anni sono in commercio, ricette di pietanze da preparare e/o abbinare con la birra, di analisi con tabelle comparative su quanto può costarci la nostra produzione di birra, trucchetti per affinare facilitare, la produzione ed addirittura un paragrafo che parla e spiega come si possa anche in casa deglutinare  il nostro mosto, per render così la birra accessibile anche ai nostri amici intolleranti al glutine.

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Tratto da: “Birra in casa”

Oltre a questo Doc, romanza gli incontri avuti con i mastri birrai facendo trapelare la passione che ognuno di loro mette nel proprio lavoro ma sopratutto trasmettendo il legame, il convivio che si crea quando ci si ritrova con degli appassionati di Homebrewing, sia che ci si approcci con neofiti, che con veterani che di questo hanno fatto il loro lavoro.

Personalmente ho provato le indicazioni di Doc ed alcune ricette,  compreso il metodo di deglutizzazione, ed i risultati son stati ottimi, quindi se qualcuno ha voglia di investire qualche euro (solo 3,99€ per l’Ebook), penso proprio non rimarrà deluso da quest’acquisto, inoltre, Doc è stato anche disponibilissimo una volta contattato via chat, a darmi consigli e delucidazioni su alcuni passaggi descritti nel suo libro, anche per questo,non mi è difficile di consigliare tale lettura, che sicuramente è stata scritta da una persona molto competente in materia, la quale non posso che manifestare i miei più sinceri complmenti.

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Tratto da: “Birra in casa”

Vi è piaciuto questo articolo? vi invito mettete un 👍Like qui! o sulla pagina Facebook “Beerando” e se volete lasciate un vostro commento!
Volete invece entrare nel mondo di Doc, l’indirizzo Facebook è: i libri di DoC Homebrewer

Buona birra a tutti da:

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Martedì con “in Salotto con il Birraio”

Beerando è stato da Baladin Milano in via Solferino 56,
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in occasione del “In salotto con il Birraio” che ospita ogni primo martedì del mese un birrificio Artigianale, (eccezionalmente spostato al 2° martedì per via del ponte del 2 giugno), questo mese è venuto a parlare Fulvio Nessi proprietario e coofondatore con Emanuele Lonco del Birrificio Lariano di Dolzago (Lecco).

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